Nato nel Casentino Forlivese e oggi di base a Bologna, sono fotografo e videomaker.
Da oltre 15 anni collaboro con il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, traducendo la ricerca scientifica e le attività di divulgazione in un racconto visivo continuo.
La mia avventura professionale indipendente prende forma nel 2008, quando fondo Studio TamTam e inizio a muovermi nel dinamico settore degli eventi sportivi. Dal 2012, il ritmo cambia: mi avvicino alla fotografia musicale e alle arti performative, stringendo una solida collaborazione con l'agenzia Sottopalco e trasmettendo questa passione attraverso l'insegnamento nei workshop dedicati.
Il bisogno di documentare storie più intime e complesse mi spinge a frequentare i laboratori di reportage sociale di maestri come Giulio Di Meo, Enrico Genovesi e Alessandro Gandolfi. Questo interesse crescente diventa presto una vera vocazione, che mi porta a unire le forze con diverse associazioni e a pubblicare i miei lavori su testate internazionali, tra cui Witness Journal, Nigrizia, Misna, Il Reportage, Opzij Magazine e Meer.
Nel 2014 prende vita il reportage "Celestial Voodoo", un progetto che viaggia attraverso mostre di rilievo — dal Bibbiena Fotoconfronti Festival, al Savignano Si-Fest, fino a Terra di Tutti a Bologna — e che viene insignito di un premio agli Humanity Photo Awards (organizzati da CFPA/UNESCO).
È un periodo di forte connessione umana: attraverso il progetto "Maison des rêves – La casa dei sogni", sostengo concretamente la casa di famiglia "Maison de la Joie" Odv a Ouidah, in Benin. Nello stesso periodo, faccio parte dell'associazione "Sovraesposti" di Forlì e co-dirigo il documentario 'E dashurojnë me zemer – Perché lo amano con tutto il cuore', un'immersione narrativa girata tra Kosovo e Albania.
L'anno successivo, il 2015, mi vede alla regia del documentario "Mystique Ouidah", realizzato di nuovo in Benin al fianco della giornalista Simone Stefanelli. L'impegno sul fronte sociale prosegue nel 2016, quando documento sul campo le attività del progetto APOF (Pathologists Beyond Borders) a Owerri, in Nigeria, accendendo una luce sulla ricerca e la prevenzione del cancro cervicale.
Nel 2017, la bussola si sposta sulle scogliere della Galizia, in Spagna, dove realizzo il reportage "The Last Percebe": una testimonianza cruda sulla vita estrema degli ultimi raccoglitori di un raro mollusco bivalve, in precario equilibrio dentro la crescente crisi ecologica e ambientale.
Negli ultimi anni, il legame con il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi si consolida ulteriormente. Seguo il progetto documentaristico "Da Rifugio a Rifugio" con reportage fotografici e video, collaboro alle nuove edizioni della guida "In bici nel parco" e documento sul campo il progetto europeo LIFE ShepForBio. A queste attività affianco inoltre un costante impegno nella didattica e in corsi legati alla cultura dell'immagine.
Parallelamente, collaboro con enti e agenzie di promozione turistica per raccontare il territorio. Tra i lavori più recenti spicca "Risonanze", un cortometraggio dedicato al mondo delle donne che lavorano nella filiera del Parmigiano Reggiano, un racconto che unisce tradizione e prospettive femminili.
Oggi, il mio sguardo si rivolge anche verso nuove forme esplorative: sono attualmente in corso le fasi di scrittura e realizzazione di "Altair", un progetto di documentario sperimentale e autobiografico.
